Il nucleo museale «L’angolo della memoria», dedicato alla storia e alla civiltà contadina, nasce nel 1994 per volontà di Rocco Derosa e Antonio Fanelli, i quali inizialmente acquistano e ristrutturano a proprie spese un antico frantoio del XVII secolo. Spazio a cui si aggiungono in seguito “La casa contadina”, il centro di documentazione storica “L’urlo del colombo” e una crescente attività di mostre e collaborazioni con enti e centri culturali non solo lucani.L’istituzione senza fini di lucro, sita in Via del colombo n° 12, nel cuore del centro storico cittadino, si avvale nel tempo dell’attiva collaborazione di studiosi e maestranze locali che con il loro gratuito apporto contribuiscono a rendere sempre più agibili e suggestive le antiche mura che costituiscono la sede della struttura museale.

Appassionati personaggi che rispondono ai nomi di Calbi Giuseppe (falegname), Salvatore Disanto (muratore), Antonio Roselli (falegname), Nino Colangelo (collaboratore), Salvatore Viggiano (carrozziere), Leonardo Sanseverino (collaboratore), Salvatore Garrambone (elettricista), Florindo D’angelo (avvocato), Angelina Roselli (infermiera), Mariella Sansone (docente in lettere) e Giovanni Dichiara (impiegato) che accompagna con assiduità sul posto il padre Francesco, un ragazzo di 90 anni che dispensa molti consigli e trasmette entusiasmo ai più giovani. Il museo, in cui campeggiano le vecchie macine in pietra, fino a qualche decennio fa completamente interrate, le presse e i meccanismi in legno che compongono il restaurato frantoio, è impreziosito da costumi tradizionali, suppellettili, arnesi domestici e da lavoro, suddivisi in diverse aree tematiche in modo da raccontare l’intero ciclo della vita contadina.

Area agricola
– Strumenti concernenti l’aratura
– La mietitura del grano
– Le unità di misura agrarie tipiche del passato
– Area zootecnica
– Strumenti per la tosatura, la mungitura, il pascolo, la cagliatura e la transumanza
– Area viti vinicola
– Strumenti per la lavorazione dell’uva e la produzione del vino
– Area olivicola
– Comprendente l’intera strumentazione atta alla raccolta, lavorazione, produzione
e conservazione olearia

Casa Contadina
A cento metri dal museo è sita la “Casa contadina”, antica abitazione acquistata e ristrutturata da Rocco Derosa, con la collaborazione di messa in opera a titolo gratuito di Nino Colangelo (collaboratore), Antonio Fanelli (commerciante), Antonio Roselli (falegname), Maria Petrone (casalinga curatrice l’allestimento e il restauro dei mobili), Agelina Roselli (infermeria), Antonio Rizzo (collaboratore) e Teresa Sansone (autrice di due colombi in terracotta). L’arredamento e la disposizione degli oggetti originali d’epoca, relativi alla fine del XIX secolo, segue il filo conduttore messo in atto nella disposizione museale, in modo da portare a conoscenza dei visitatori anche in quest’ambito la fedele testimonianza di vita condotta con fatica dai contadini. La casa completa l’opera iniziata con il museo, abbinando la vita produttiva a quella del focolare domestico.

Archivio storico “L’urlo del colombo”
Il centro di documentazione lavora a stretto contatto con l’’Angolo della memoria”, e la sua attività si distingue per la raccolta e la catalogazione di documenti di valore storico concernenti atti catastali, catasti onciari, atti di successione, sentenze, atti processuali, libri anagrafici della popolazione, libri contabili, mappe territoriali.

Per eventuali visite contattare l'autorità museale, la quale disporrà l'apertura del museo.

Il nucleo museale «L’angolo della memoria», dedicato alla storia e alla civiltà contadina, nasce nel 1994 per volontà di Rocco Derosa e Antonio Fanelli, i quali inizialmente acquistano e ristrutturano a proprie spese un antico frantoio del XVII secolo. Spazio a cui si aggiungono in seguito “La casa contadina”, il centro di documentazione storica “L’urlo del colombo” e una crescente attività di mostre e collaborazioni con enti e centri culturali non solo lucani.L’istituzione senza fini di lucro, sita in Via del colombo n° 12, nel cuore del centro storico cittadino, si avvale nel tempo dell’attiva collaborazione di studiosi e maestranze locali che con il loro gratuito apporto contribuiscono a rendere sempre più agibili e suggestive le antiche mura che costituiscono la sede della struttura museale.

Appassionati personaggi che rispondono ai nomi di Calbi Giuseppe (falegname), Salvatore Disanto (muratore), Antonio Roselli (falegname), Nino Colangelo (collaboratore), Salvatore Viggiano (carrozziere), Leonardo Sanseverino (collaboratore), Salvatore Garrambone (elettricista), Florindo D’angelo (avvocato), Angelina Roselli (infermiera), Mariella Sansone (docente in lettere) e Giovanni Dichiara (impiegato) che accompagna con assiduità sul posto il padre Francesco, un ragazzo di 90 anni che dispensa molti consigli e trasmette entusiasmo ai più giovani. Il museo, in cui campeggiano le vecchie macine in pietra, fino a qualche decennio fa completamente interrate, le presse e i meccanismi in legno che compongono il restaurato frantoio, è impreziosito da costumi tradizionali, suppellettili, arnesi domestici e da lavoro, suddivisi in diverse aree tematiche in modo da raccontare l’intero ciclo della vita contadina.

Area agricola
– Strumenti concernenti l’aratura
– La mietitura del grano
– Le unità di misura agrarie tipiche del passato
– Area zootecnica
– Strumenti per la tosatura, la mungitura, il pascolo, la cagliatura e la transumanza
– Area viti vinicola
– Strumenti per la lavorazione dell’uva e la produzione del vino
– Area olivicola
– Comprendente l’intera strumentazione atta alla raccolta, lavorazione, produzione
e conservazione olearia

Casa Contadina
A cento metri dal museo è sita la “Casa contadina”, antica abitazione acquistata e ristrutturata da Rocco Derosa, con la collaborazione di messa in opera a titolo gratuito di Nino Colangelo (collaboratore), Antonio Fanelli (commerciante), Antonio Roselli (falegname), Maria Petrone (casalinga curatrice l’allestimento e il restauro dei mobili), Agelina Roselli (infermeria), Antonio Rizzo (collaboratore) e Teresa Sansone (autrice di due colombi in terracotta). L’arredamento e la disposizione degli oggetti originali d’epoca, relativi alla fine del XIX secolo, segue il filo conduttore messo in atto nella disposizione museale, in modo da portare a conoscenza dei visitatori anche in quest’ambito la fedele testimonianza di vita condotta con fatica dai contadini. La casa completa l’opera iniziata con il museo, abbinando la vita produttiva a quella del focolare domestico.

Archivio storico “L’urlo del colombo”
Il centro di documentazione lavora a stretto contatto con l’’Angolo della memoria”, e la sua attività si distingue per la raccolta e la catalogazione di documenti di valore storico concernenti atti catastali, catasti onciari, atti di successione, sentenze, atti processuali, libri anagrafici della popolazione, libri contabili, mappe territoriali.

Per eventuali visite contattare l'autorità museale, la quale disporrà l'apertura del museo.

Museo di Storia e Civiltà Contadina

  • dove si trova
  • Via del Colombo 12, Largo Chiesa Madre, Stigliano (MT)
  • telefono
  • 0835 565179
  • contatti
  • email: urrrlodelcolombo@alice.it
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